Come affrontare la crisi e pianificare per il futuro

La nostra intervista a Ignazio Rocco di Torrepadula, Founder & CEO di Credimi.

Venerdì 20 marzo abbiamo fatto colazione online con Ignazio che ha co-fondato nel settembre 2015 la startup innovativa Credimi, insieme a un gruppo di circa 30 giovani talenti, in gran parte tra i 28 e i 35 anni. 

“Ci occupiamo di finanziamenti in modo velocissimo e flessibile, portiamo credito alle aziende usando come competenze chiave i dati, le analytics e la tecnologia”

Cos’è Credimi Start? 

Un nuovo prodotto che rende l’accesso al credito ancora più facile, abbassando la soglia minima di fatturato a 100.000 euro e dando la possibilità anche alle società di persone e con un solo bilancio di richiedere un finanziamento su www.credimi.com. Il prodotto era in cantiere e il lancio era previsto per il 9 marzo. Quando è scoppiata la crisi a fine febbraio, ci siamo domandati se fosse giusto lanciarlo lo stesso, ma abbiamo capito che questo prodotto era, in realtà, l’ideale in questo momento di crisi e si presta in modo particolare al periodo. In effetti la risposta è stata fortissima: 1000 richieste in 2 giorni, un numero che prima veniva raggiunto in circa mezzo mese. 

Quali sono 3 consigli concreti che vuoi dare agli imprenditori in questo momento?

Il consiglio è quello di farsi sempre 3-4 domande che sembrano banali, ma essenziali:

  • Sto cercando di risolvere un problema che è veramente importante o lo è solo per me? 
  • Questo problema è talmente importante che le persone saranno disposte a pagare per il mio servizio?
  • La mia squadra ed io abbiamo le competenze ed esperienze giuste per risolvere questo problema meglio di altri?

Bisogna tenere anche a mente che le abitudini di consumo di un mese fa non sono più attuali.

Come cambierà il modo di fare impresa e l’economia dopo questa crisi? 

Dipende molto da quanto durerà questa crisi, ma in generale quello che premierà è l’agilità, la flessibilità, la velocità. Chi è abituato a lavorare basandosi sui dati e sulle metodologie agili è avvantaggiato, perché ragionare per schemi diventerà sempre più difficile. La capacità di adattarsi e di cambiare idea ogni giorno farà la differenza.

Di certo, l’economia non sarà più la stessa. Alcuni settori cresceranno molto in questo periodo e a fine crisi ne usciranno rafforzati basti pensare agli e-commerce ma anche i servizi digitali, quelli dedicati allo smart working, l’e-learning e la telemedicina. Molti dicono che Amazon sarà il grande vincitore della crisi e probabilmente sarà così e chi prima si basava solo sul business “offline” non digitale, ma fisico, capirà che non è più possibile. Tutto il mondo della farmaceutica e della salute crescerà a dismisura. 

Cosa possono fare le banche e chi finanzia le imprese? Cosa possono fare le startup?

In questo momento la missione delle banche e di chi finanzia imprese deve essere continuare a far arrivare liquidità alle aziende, ma anche evitare che questa liquidità arrivi in modo indiscriminato. Serve molta capacità analitica e di previsione in questo.

Le startup e chi si occupa di tecnologia devono invece mettere in campo tutto il suo know-how. La scale up Bending Spoons, ad esempio, sta per lanciare un’app mobile per auto-diagnosticare il Covid-19, rilevare i sintomi e registrare i propri movimenti per poi capire se ci sono zone della città di forte contagio e permettere quindi all’amministrazione pubblica di mandare raccomandazioni e comunicazioni. 

I tuoi consigli per le aziende che devono rimodulare il business plan in questo momento?

E’ prudente pianificare il caso peggiore. Provate a immaginare cosa sarebbe possibile fare se la crisi colpisse riducendo vendite o ricavi, come fareste nel lancio di un nuovo prodotto. Trattate la crisi in questo modo, come cambiamento del mercato. Potete ridurre l’utilizzo di determinate risorse? Potete riadattare prodotti e servizi? Pianificate in modo prudente e conservativo, non pensate che sia tempo buttato via, anzi. Date peso all’effetto della crisi sul tempo e più farete ipotesi drastiche, più vi verranno in mente soluzioni creative. E questo non perché bisogna essere pessimisti, ma perché farlo stimolerà la creatività nel trovare soluzioni.