Spesso ci chiediamo cosa possiamo fare concretamente, a partire dall’educazione delle ragazze e giovani donne, per colmare il divario di genere nel mondo professionale e specialmente nel mondo Tech. Perchè, quali sono e come si possono superare le barriere all’ingresso e durante la crescita professionale nel mondo Tech?
Abbiamo trovato alcuni spunti interessanti in un Report di Google del 2023 “Breaking Barriers. Six barriers holding girls back from choosing Computer Science across Europe” che si focalizza sullo studio dell’informatica in Europa, utili per capire come ciascuna delle parti prese in causa, istituzioni, organizzazioni, persone ed educatori, possano fare la differenza nello sconfiggere gli stessi stereotipi che ogni giorno influenzano le nostre scelte di vita e carriera.
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Lo studio dell’informatica in Europa
Il Piano d’azione per l’istruzione digitale dell’UE porta alla ribalta l’informatica come una competenza fondamentale per tutti i giovani, insieme alla lettura, alla scrittura e al calcolo.
C’è però un’evidente sottorappresentazione delle donne nella computer science. I dati Europei, infatti, affermano che le donne rappresentano solo il 18% dei laureati in informatica e ricoprono solo il 22% delle posizioni tech nelle aziende europee.
Il report “Breaking Barriers. Six barriers holding girls back from choosing Computer Science across Europe” rilasciato da Google nel 2023, sulla base di una ricerca condotta da novembre 2022 ad aprile 2023, ha evidenziato l’esistenza di sei barriere chiave che ostacolano le ragazze nella scelta dell’informatica come ambito disciplinare e professionale.
Vediamo nel dettaglio quali sono i fattori che ostacolano il successo delle donne nell’informatica e alcune buone pratiche da adottare per spezzare questi meccanismi.
Il trend dello studio della Computer Science in Europa
Capire i fattori che influenzano le attitudini e le decisioni delle ragazze rispetto alla Computer Science è importante, e lo è anche considerare che invece di puntare ad interessare esclusivamente le ragazze all’informatica, l’attenzione deve essere posta sul fornire strumenti e conoscenze accessibili a tutti i giovani, per permettere che prendano decisioni consapevoli sulla propria istruzione.
È necessario, perciò, partire dal contesto in cui si inserisce la ricerca. In primis, come riportato in figura, il trend dello studio dell’informatica tra le ragazze differisce parecchio da uno Stato all’altro. In generale la maggior parte delle intervistate afferma di non aver mai approcciato all’informatica come materia di studio oppure di non studiare più alcuna disciplina inerente.

Rispetto all’andamento dell’interesse in informatica, tra i Paesi esaminati è evidente che siano le ragazze spagnole ad essere più orientate a scoprire questa disciplina, invece il Regno Unito segna i più bassi livelli di apprezzamento verso la materia.

Accorciare le distanze verso lo studio dell’informatica
Il report ha identificato sei barriere a partire da una ricerca approfondita condotta su un panel di studenti e insegnanti europei.
Al primo posto, come barriera che impedisce alle giovani di approcciarsi al mondo della programmazione, vi è che l’informatica è spesso percepita come una materia isolata, piuttosto che come un’abilità da sviluppare. Al contempo nel report si segnala, come secondo fattore complice dei più bassi livelli di adesione delle ragazze alla computer science, il fatto che non ci siano abbastanza role-model con cui le giovani possano relazionarsi.
Così succede che le ragazze si affidano agli stereotipi che dilagano nei media e poi plasmano sulla base di questi ultimi la propria percezione dell’informatica.

Come dimostra la figura, le ragazze e le giovani donne spesso non sanno che l’informatica può diventare un valore aggiunto nella propria vita professionale. Tuttavia la ricerca dimostra che imparare a programmare significa indirettamente impegnarsi a trovare il modo di collegare il software ai problemi più concreti del mondo reale. Proprio quest’ultima dovrebbe essere valorizzata di più.
La mancanza di supporto agli insegnanti è la terza barriera che influisce sul coinvolgimento degli studenti nello studio dell’informatica. In più, il quarto ostacolo è proprio questo scollamento che si crea tra ciò che gli studenti imparano a scuola e l’impatto che l’informatica ha nella loro vita quotidiana.
Il report dimostra, infatti, come l’apprezzamento delle ragazze e delle giovani donne per l’informatica sia influenzato in maniera significativa dalla relazione tra lo studente e il proprio insegnante. Ad esempio, un approccio educativo vincente si ha quando gli educatori fanno confluire anche arte e discipline umanistiche allo studio dell’informatica, proprio per attrarre tutti quegli studenti/studentesse poco appassionati/e della materia.
Infatti, tra le risposte della survey condotta da Google appare quella di Linda Mannila, docente di Informatica alla Linkoping University (Svezia) che dice:
“La maggior parte delle iniziative [di formazione degli educatori] è piuttosto breve. Si tiene un seminario di tre ore e poi si pensa di poter tornare nelle scuole a insegnare. Così vi sono insegnanti che non hanno ricevuto una formazione adeguata e quindi non si sentono a proprio agio nell’insegnare coding. I ragazzi lo capiscono e sono i primi a dire: Ok, questo educatore dovrebbe insegnarmi questo, ma non necessariamente gli piace farlo e forse non sa come farlo.”
Il penultimo ostacolo, individuato da Google, nello studio dell’informatica da parte delle ragazze è legato al contesto familiare. Uno dei fattori è appunto che i genitori spesso non sono coinvolti direttamente nell’informatica. Analogamente il report evidenzia che l’ultimo ostacolo è quello di avere un network poco sviluppato.
Fra le varie domande del sondaggio è particolarmente interessante quella i cui esiti sono stati riportati in figura. Alla richiesta su quali siano le voci autorevoli che le ragazze prendono in considerazione nella scelta dell’indirizzo di studi, quasi il 60% ha risposto che in primis dà ascolto alle indicazioni fornite dai genitori.

Ciò che si verifica, nello specifico, è che i genitori faticano a comprendere l’importanza dell’informatica, oltre che a coglierne gli aspetti tecnici, e le ragazze non hanno così la possibilità di sentirsi all’altezza di questa disciplina. Una delle soluzioni proposte dai ricercatori, quindi, è quella di fornire agli studenti di coding il modo di confrontarsi a vicenda attraverso progetti collaborativi, per rafforzare le reti tra pari e riuscire anche a smantellare la differenza di genere nel campo della programmazione.
Gli strumenti utili alle leader del futuro
Quello che abbiamo voluto mettere in evidenza tramite questo articolo è che è importante avere obiettivi comuni e lavorare d’insieme per aiutare gli studenti e le studentesse ad imparare l’informatica. Più specificamente abbiamo voluto mettere in risalto quali strumenti le giovani donne necessitano per essere le leader del futuro nel campo tech.
Ad esempio, per colmare il divario di genere nello studio del coding, è necessario un impegno collettivo a lungo termine per responsabilizzare educatori e genitori.
Ciò ha un impatto significativo sui tassi di partecipazione delle donne alle posizioni e ruoli tech nella propria carriera professionale.
Sul tema della programmazione vi segnaliamo che SheTech si impegna a realizzare, con il supporto di alcune aziende partner, un format di eventi che ha lo scopo di fare rete tra persone appassionate di informatica e di favorire l’apprendimento delle competenze tech. Si tratta dei Coding Bootcamp di cui potete leggere nel dettaglio a questo link.



