Indicazioni pratiche per affrontare il passaggio al lavoro autonomo con consapevolezza

Elisa Lupo, consulente del lavoro con oltre 20 anni di esperienza, è anche una divulgatrice che parla di lavoro e pensioni. In questo contributo ci lascia 3 dritte burocratiche utili per chi vuole passare dal lavoro dipendente a quello freelance.
Fa parte della community di associate e associati di SheTech e ha deciso di condividere il suo sapere con noi scrivendo un blog post per l’iniziativa “Knowledge share”, uno spazio in cui le persone della community raccontano ciò che sanno fare, attraverso video o articoli che poi pubblichiamo sui canali di SheTech.
Alla fine, troverai anche uno sconto riservato alla community di associate e associati.
La decisione di passare alla vita freelance dopo un’esperienza di lavoro dipendente non è mai semplice.
Il desiderio di maggiore realizzazione e flessibilità deve inevitabilmente confrontarsi con la necessità di gestire in autonomia aspetti burocratici, economici e fiscali che, molto spesso, mettono alla prova chi sceglie di mettersi in proprio.
In questo articolo, Elisa Lupo ha approfondito tre aspetti tecnici da considerare nel passaggio dal lavoro dipendente alla carriera da libera/o professionista: temi di cui si parla poco, ma che sono importanti per affrontare questa transizione con maggiore tranquillità.
1) Dimissioni, preavviso e decorrenza
Il primo nodo riguarda le dimissioni e, in particolare, il preavviso.
È sempre necessario verificare il CCNL applicato al proprio contratto, perché non tutti i preavvisi decorrono in modo lineare.
Molti contratti collettivi prevedono che il preavviso inizi solo in determinati giorni del mese; questo significa che comunicare le dimissioni “nel momento sbagliato” può posticipare di settimane la data effettiva di uscita dall’azienda. È un dettaglio che
incide sull’organizzazione familiare, sull’avvio dell’attività autonoma e, spesso, sui conti.
Le dimissioni vanno presentate esclusivamente attraverso il portale del Ministero del Lavoro, accedendo con SPID, e nel modulo è fondamentale indicare correttamente la data di decorrenza.
Fai attenzione: la data di decorrenza deve coincidere con il primo giorno non lavorato.
2) Anticipo Naspi
Un secondo aspetto poco conosciuto riguarda la NASpI.
Quando si matura il diritto all’indennità di disoccupazione e si decide di aprire una partita IVA, la normativa consente di richiedere l’anticipo dell’intera NASpI residua.
Da quest’anno, l’indennità verrà erogata in 2 soluzioni: la prima rata all’accoglimento della domanda e la successiva entro sei mesi.
È uno strumento pensato per sostenere l’avvio di un’attività autonoma, ma va utilizzato con molta consapevolezza.
La richiesta deve essere presentata all’INPS entro 30 giorni dall’apertura della partita IVA e comporta una scelta precisa: se, nel periodo teoricamente coperto dalla NASpI, si dovesse tornare a lavorare come dipendenti, l’importo ricevuto andrà restituito integralmente.
3) Previdenza complementare
Infine, c’è il tema della previdenza, che spesso viene rimandato perché percepito come lontano, ma che per le lavoratrici e lavoratori autonomi è centrale.
Da freelance, la responsabilità previdenziale diventa quasi interamente individuale, e questo pesa ancora di più su chi ha carriere discontinue o redditi variabili.
Se durante il rapporto di lavoro versavi il TFR in un fondo pensione di categoria, puoi trasferire l’ammontare accumulato ad un fondo pensione aperto o ad un PIP, che sono accessibili anche alle lavoratrici autonome.
La previdenza complementare non è un lusso, ma uno strumento di tutela, soprattutto considerando che per le freelance il divario tra redditi finali e pensione futura è spesso più marcato rispetto per le dipendenti.
Anche piccoli versamenti, se costanti, possono costruire nel tempo una maggiore sicurezza: nel tempo, i soldi versati nel fondo pensione maturano interessi all’interno di un sistema vigilato dalla COVIP, l’ente predisposto alla vigilanza dei fondi pensione in Italia.
Su questo tema ci sarebbe ancora molto da approfondire; in questa sede ha scelto di soffermarsi su tre aspetti di cui si parla raramente, ma che possono incidere in modo significativo sull’avvio e sulla sostenibilità della carriera di una neo libera professionista.
Se stai valutando questo passaggio, il video corso on demand ABC del Cambio Lavoro, che ha realizzato insieme alla commercialista Giorgia Salardi, può aiutarti a orientarti con maggiore consapevolezza in un momento così delicato della vita professionale.
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Chi è Elisa Lupo
elisalupo.com
Consulente del lavoro con oltre 20 anni di esperienza, è anche divulgatrice sui temi relativi al lavoro e alla pensione.
È autrice e host dei podcast Previdenti, realizzato in collaborazione con la FEduF (Fondazione per l’educazione finanziaria ed al risparmio), e IO Lavoro, distribuito in collaborazione con Italia Oggi.







